Stefano Bertuol

La mia biografia


"Io la Musica son, ch'ai dolci accenti
Sò far tranquillo ogni turbato core,
Et hor di nobil ira, et hor d'Amore
Poss'infiammar le più gelate menti"
Prologo dell'Orfeo di Claudio Monteverdi (1607)


Questa frase rende chiara un'idea che intuivo appena quando, ancora piccolo, mi sentivo attratto dal canto corale o trattenevo il fiato entrando in una chiesa dalle navate rieccheggianti il suono dell'organo.
La Musica è la mia amante. E l'arte antica delle armonie la mia casa.
Non che snobbi la Musica successiva a Bach, che ascolto (tanto), studio (abbastanza) e pratico (poco). Semplicemente, mi sento molto più a mio agio in compagnia di Frescobaldi, del divino Claudio, di Buxtheude o di Bach. E non mi spiacerebbe (se me ne fosse data la possibilità) uscire una sera a cena con Athanasius Kircher, cui peraltro vorrei chiedere qualcosa anche sui geroglifici egizi...
Arrivare a questa consapevolezza senza che qualcuno mi instradasse non è stato facile. Così, in terza elementare iniziai a studiare pianoforte (fino al Compimento del V anno), ma - mentre Bach o i clavicembalisti mi garbavano non poco - mi arenavo sulle Consolation di Liszt. Decisi allora di dedicare le mie energie all'organo. E mi piacque così tanto da riuscire a diplomarmi presso il Conservatorio Guido Cantelli di Novara sotto la sapiente guida del M.o Giancarlo Bardelli con un lusinghiero 9/10 (ho mancato il 10 per la composizione della Fuga in cui presi 8). Preso dal sacro fuoco, ho quindi deciso di spingermi ancora più avanti con la Musica antica scegliendo uno strumento come il clavicembalo, in cui (con poche eccezioni, come la Sonata per cembalo di Martinu o il Continuum di Ligeti) il repertorio non si spingeva oltre metà del '700. A condurmi come un novello Virgilio nel medesimo Conservatorio in questi repertori (talvolta infernali per la difficoltà esecutiva, ma al contempo paradisiaci per le vette di bellezza raggiunte) l'immenso Maestro Fabio Bonizzoni, che mi fregio anche di considerare un po' un amico. Durante questi anni al cembalo, ho anche imparato a leggere la notazione rinascimentale e le intavolature per liuto e a conoscere un po' più da vicino la Teoria musicale antica (con una predilezione per la Retorica, da Burmeister in poi).
Nei ritagli di tempo, oltre alla laurea in Medicina e una specializzazione in Cardiologia (perchè non si vive di solo Spirito), ho seguito qualche corso di direzione vocale (col M.o Acciai) e di tecnica vocale (col M.o Menicucci).
Ho seguito anche alcune masterclass di organo: due con Liuwe Tamminga (a San Petronio, Bologna) e una con l'amico e grande organista  Matteo Imbruno (Oude Kerk di Amsterdam).
Dal 2005 dirigo il Coro San Leonardo di Verbania che coinvolgo in progetti di studio e approfondimento della Musica che più amo. E nel 2009 ho "inventato" una rassegna concertistica che ho chiamato Abendmusiken (in onore del più noto organista della Marienkirke di Lubecca), che si svolge a Pallanza, sulle bellissime sponde del Lago Maggiore, nelle quattro domeniche di Avvento e di cui sono (con un termine piuttosto altisonante) il direttore artistico.
Progetti per il futuro? A Dio piacendo, dall'anno accademico 2021-2022 frequenterò il Master of Advanced Studies in Reinaissance Polyphony Performance presso il Conservatorio di Lugano. 
Due ultimi aspetti che, in questo curriculum non posso assolutamente tacere: amo il vino buono (specie quello bianco) meglio se in compagnia di amici e i gialli di Agatha Christie. 


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