Coro Santa Lucia di Magras

Val di Sole (TN)
TRENTINO

Associato a Federazione Cori Trentino

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Contatti

Sede
frazione Magras
38027 Malè (TN)

Recapito postale
Fausto Ceschi
Via dei Mori, 12
38027 Croviana (TN)

Sede prove
frazione Magras
38027 Malè (TN)

Info

Tipo di coro
coro a voci pari maschili
Repertorio prevalente
polifonico
Anno di fondazione
1990
Componenti
19

5 Tenori Primi, 4 Tenori Secondi, 10 Bassi

Curriculum

IL CORO SANTA LUCIA: è un coro polifonico maschile nato nel 1990 a Magras, piccola frazione del Comune di Malé (TN). Il repertorio del coro è costituito quasi esclusivamente da musiche ceciliane, brani polifonici in lingua latina per voci virili, spesso accompagnati dall’organo, che abbracciano l’intero anno liturgico. Il coro ha al suo attivo numerose esibizioni concertistiche in Italia e all’estero (Repubblica Ceca, Belgio, Germania etc). Nel 2003 ha pubblicato l’audiolibro dal titolo “Le voci sacre del Cecilianesimo”, mentre nel 2014 il cd “Nelle chiese del Cecilianesimo". Nel settembre del 2010, per i vent’anni di attività, il coro ha organizzato l'importante convegno di studi “Fra Ratisbona e Roma, il Cecilianesimo nelle valli alpine“.

IL REPERTORIO: il repertorio proposto dal Coro S. Lucia presenta brani composti tra gli ultimi decenni del XIX sec e la prima metà del XX sec., quando la diffusione del Cecilianesimo - soprattutto in Germania, Francia e Italia - produsse una radicale trasformazione e omologazione del repertorio liturgico. Così chiamato in onore di Santa Cecilia, patrona della musica, il cecilianesimo fu una risposta alla quasi centenaria assenza del canto gregoriano e della polifonia rinascimentale dalle celebrazioni liturgiche a favore di stili più simili alla musica operistica. In Trentino la riforma prese avvio il 21 novembre 1890, con la fondazione della “Società Ceciliana Trentina”, che riuscì a costruire un’inedita quanto efficace rete didattica che raggiunse tutte le parrocchie della diocesi, comprese quelle più lontane e disagiate. Nella nostra regione il Cecilianesimo divenne un fondamentale tratto d’identità e di tradizione locale, intensamente popolare. Infatti, come ha affermato il musicologo trentino Giuseppe Calliari, ”l’ascolto del repertorio corale proposto con bravura e competenza dal Santa Lucia, illumina la storia della coralità seguente, gli sviluppi del coro virile alpino, profano, le sue strutture vocali e armoniche, la sua sintassi e la sua elocuzione: il potenziale canoro e espressivo dalla chiesa si è ad un certo punto riversato, dietro il modello promosso dai fratelli Pedrotti negli anni Venti, nella forma della coralità detta “della montagna”.

L'ARCHIVIO: nel corso degli anni ha avviato un importante progetto di ricerca, catalogazione ed archiviazione del patrimonio musicale dimenticato nelle sacrestie delle chiese della Val di Sole e della vicina Val di Non, dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II. 

Cariche

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Presidente

Flavio
Mosconi

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Direttore

Fausto
Ceschi

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Tipologia repertorio

Musica sacra o a soggetto religioso

  • gregoriana/monodica
  • liturgica

Altri repertori

  • altro

Pubblicazioni e Registrazioni

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Nelle chiese del Cecilianesimo

[Coro Santa Lucia, 2014]

CD

Il Coro Santa Lucia si fa interprete e fedele esecutore di un patrimonio musicale dimenticato: la profonda espressività spirituale della musica ceciliana che profuma di antiche memorie ed intense emozioni passate. La raccolta presenta registrazioni live tratte da concerti tenutisi in varie chiese del Trentino (Trento, Smarano, Sanzeno, Malè, Tassullo etc.).

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Le voci sacre del Cecilianesimo

[Fanzine srl, 2003]

CD

Così chiamato in onore di Santa Cecilia, patrona della musica, il cecilianesimo fu una risposta alla quasi centenaria assenza del canto gregoriano e della polifonia rinascimentale dalle celebrazioni liturgiche. In questa incisione brani composti dai grandi fautori del movimento ceciliano si alternano a musiche sacre di compositori locali.

9788888224862

Fra Ratisbona e Roma: il Cecilianesimo nelle valli alpine

[edizioni 31, 2012]

libro

Per celebrare i vent’anni di attività il Coro Santa Lucia, fondato nel 1990 a Magras (piccola frazione di Malé, in provincia di Trento) ha organizzato un convegno di studi attorno alla fioritura del movimento ceciliano in Italia, osservato dal punto di vista di una diocesi, quella di Trento, che si trovò nel mezzo di robuste e accese discussioni sostenute nei centri nevralgici di Ratisbona e Roma. Le problematiche della musica sacra, dalla lettura del canto gregoriano all'’uso degli strumenti durante le celebrazioni liturgiche, si sovrappongono, qui, ad un cambio politico fondamentale con il passaggio dall'’Impero Asburgico al Regno d'’Italia. La scelta dell'’argomento, tema guardato con sempre più favore dalla musicologia italiana, nasce naturalmente dalla storia del Coro Santa Lucia che sin dall'’inizio si è dedicato alla riproposizione (anche discografica) delle pagine corali ceciliane, avviando nel contempo un progetto di ricerca, catalogazione e archiviazione del repertorio già in uso nelle Valli di Sole e di Non.

a cura di Antonio Carlini

Programmi musicali

  • De profundis

    I riti funebri, quantomeno in ambito cristiano e cattolico, fino a pochi decenni orsono, si svolgevano secondo un modulo e con un riferimento a testi liturgici, di cui i canti in programma facevano parte integrante, cristallizzati da secoli intorno a un universo simbolico che sembrava immutabile.

  • Il Cecilianesimo nelle valli alpine

    Grazie alla vicinanza con i paesi tedeschi e all’azione di musicisti e sacerdoti particolarmente sensibili alle idee riformistiche del cecilianesimo, come don Riccardo Felini, Giuseppe Terrabugio e don Celestino Eccher, nella diocesi di Trento le nuove idee ceciliane si affermarono energicamente.

  • I maestri del Cecilianesimo

    Il repertorio qui proposto presenta brani composti tra gli ultimi decenni del XIX sec e la prima metà del XX secolo dai grandi maestri del Cecilianesimo.

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