
PRESENTAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE
Con il temine cultura si vogliono comprendere elementi quali usi e costumi ( le tradizioni ) e arte (poesia, ballo e musica ) come rappresentazione spontanea della propria interiorità. Parlare di cultura e tradizione nella realtà macomerese diventa, in epoca di fenomeni di globalizzazione, particolarmente delicato ma estremamente interessante.
I cambiamenti della società contemporanea, Macomer ha iniziato a viverli nel primo dopoguerra; negli anni cinquanta con l’inizio dell’industrializzazione dell’interno della Sardegna si è corso il rischio di perdere l’identità culturale, quella cultura che per esistere ha bisogno di continuità, di essere trasmessa da una generazione all’altra e la tradizione (dal latino traditio: trasmissione) assicura questo processo.
Ciò non vuol dire che questa trasmissione-tradizione significhi soltanto replica passiva e riproduzione dal passato ma essendo la cultura legata alle funzioni del presente può e deve essere rielaborata dai soggetti che ne fanno parte.
Si tratta quindi di un passato contadino che può rivivere e rivitalizzare le realtà rurali del presente con modalità differenziate, come continuità, come speranza e soprattutto come identità forte dalla quale trovare stimoli per progettualità che guardano al futuro.
L’Associazione Culturale “Coro Folk Città di Macomer” nata nel 2002, è composta da coristi che vantano ormai un esperienza trentennale per quanto riguarda le attività svolte nell’ambito dell’ambiente folkloristico; coristi che intendono promuovere con una certa continuità la divulgazione del canto tradizionale isolano, mostrare la ricchezza del “nostro mondo sonoro” le melodie delle cantilene e filastrocche, i canti di lavoro, i Miserere e Stabat del venerdì Santo, i Gosos celebrativi dei Santi, sollevare quindi un velo su antichi saperi e conoscenze delle popolazioni locali e, insieme, scoprire ricchezze inimmaginabili sinora, approfondendo il senso di una propria identità.
I modelli che determinano la vocalità del coro Città di Macomer sono quelli della tradizione popolare sarda vale a dire su “Cantu a Cuncordu” e quello a “Tenore” e sono modelli dei quali nessun coro popolare in Sardegna può fare a meno.
Certamente la rivisitazione dei modelli corali comporta anche delle innovazioni ma la struttura dei registri corali è quella dei padri. Questi canoni antichi sono ripresi fin da subito dall’indimenticato maestro Peppino Giglio, successivamente dal nostro primo maestro Pinuccio Solinas e attualmente dal maestro Enrico Pilo
La divulgazione della nostra cultura continua ad essere uno degli aspetti più interessanti, e potremmo dire anche assai gratificanti come nel 2015 quando ad Alba, in occasione della “Fiera Internazionale del Tartufo” abbiamo ricevuto la targa di ringraziamento per la partecipazione alla manifestazione dal Parlamento Europeo.
Gli anni del COVID sono stati per noi, come presumo per tutti quelli che portano avanti la cultura popolare,difficili e assai travagliati dal punto di vista canoro, vuoti di note e canti che speriamo di colmare quanto prima, ripartire con tutte le nostre attività per un lungo periodo sono state altalenanti assai e qualcuna completamente assente (vedi le esibizioni per le piazze). L’intento rimane quello di continuare nel nostro percorso iniziale, dal corso musicale, alle ricerche e alle esibizioni, un lavoro di sensibilizzazione e divulgazione della nostra storia, della nostra cultura, quella dei nostri nonni e, contribuire così a tenerla sempre viva, valorizzarla e fare in modo che il nostro passato non venga spazzato via mai, dal vento della dimenticanza.